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Sacchetti ortofrutta, ecco il parere del Ministero della Salute e di tutti gli altri

Per il segretario generale è escluso il riutilizzo di bioshopper per evitare contaminazioni. Le opinione di Galletti, Br...

Per il segretario generale è escluso il riutilizzo di bioshopper per evitare contaminazioni. Le opinione di Galletti, Brivio, Bonelli e Adoc , Codacons, Federdistribuzione e Farmacie

I sacchetti per la spesa di frutta e sacchetti-bio.jpgverdura non si possono riutilizzare perché sussiste un rischio di eventuali contaminazioni; tuttavia, come spiega il segretario generale del Ministero della Salute Giuseppe Rocco, "non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti".
 
Governo: fieri di essere i primi - "Sì, siamo gli unici in Europa a varare una riforma simile, e ne andiamo fieri". Così il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, intervistato da Repubblica a proposito dei sacchetti bio a pagamento per frutta e verdura. "Siamo una penisola - sottolinea- sentiamo forte il pericolo della plastica in mare. Abbiamo varato una serie di provvedimenti che ci pongono come esempio nel mondo".
 
No della Commissione Ue - Il presunto divieto per i clienti dei supermercati italiani di usare le proprie borse o i propri sacchetti riutilizzabili per fare la spesa - in alternativa alle buste di plastica biodegradabile fornita, a pagamento, dai supermercati stessi per imballare alimenti sfusi come frutta e verdura - non solo non è prescritto dall'Ue, ma appare in contraddizione con gli obiettivi della stessa legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti. È quanto si evince dalla risposta che ha dato oggi a Bruxelles il portavoce della Commissione europea responsabile per l'Ambiente, Enrico Brivio.
 
Verdi, le buste le pagavamo già - “La normativa che prevede l'utilizzo di sacchetti biodegradabili per frutta e verdura nei supermercati è un buon primo passo per la tutela dell'ambiente, specialmente per quello marino. I sacchetti di plastica normali in realtà venivano già fatti pagare della aziende all'interno del costo della frutta o della verdura venduta, il pregio di questa legge sta nel fatto che ora i consumatori possono vedere il prezzo del sacchetto che utilizzano. Lo stato non può fissare un prezzo per una merce, ma almeno è stata tutelata la trasparenza nei confronti del consumatore”. Lo afferma Angelo Bonelli di Verdi - Insieme.
 
Adoc: Buste bio a 1 cent per tutti - "Invitiamo tutta la Gdo a fissare ad 1 centesimo il prezzo del sacchetto, pareggiando le spese di produzione, in modo da non appesantire eccessivamente i costi a carico del consumatore - dichiara Roberto Tascini, Presidente dell'Adoc - che così andrebbe a sostenere, in un anno, una maggiore spesa di 2 euro, considerando l'uso annuale di circa 200 sacchetti. Un terzo rispetto all'attuale spesa, dato che il costo medio delle nuove buste è pari a 3 cent, per un conto totale di 6 euro a fine anno.
 
Esposto di Codacons - Sui sacchetti biodegradabili a pagamento il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia. Lo annuncia con un comunicato l'associazione dei consumatori, che ha deciso di lanciare una battaglia legale contro la misura. “Chiediamo alle Procure di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di truffa, verificando il comportamento di ipermercati, supermercati ed esercenti nella vendita dei sacchetti biodegradabili
 
Federdistribuzione: sacchetti nuovi? Pura teoria - Il fatto che si possano portare da casa sacchetti nuovi per la spesa di frutta e verdura è pura teoria, perché il consumatore per essere in regola dovrà trovare esattamente quelli che si usano nei punti vendita, dello stesso peso, biodegradabili e biocompostabili. A parlare è il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli
 
Anche in farmacia -  Anche le farmacie sono coinvolte nell'obbligo di far pagare al consumatore finale il sacchetto di plastica biodegradabile che contiene gli acquisti. Le farmacie, rispettando la legge, introdurranno nello scontrino la voce “shopper” o “busta”, introducendo un costo simbolico per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini”. Lo scrive in un comunicato Federfarma Lombardia.

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